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Da Venezia: Disegnare seduti in campo è reato?
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Da Venezia: Disegnare seduti in campo è reato?

Nota di Redazione.
Da Facebook scopriamo una storia che ha dell’incredibile, in particolare perché arriva da una città come Venezia, aperta e tollerante.

Una Ragazza spagnola, residente a Venezia condivide su facebook la sua storia, che noi a Positive Magazine non possiamo definire che incredibile. Noemí Carrau, giovane artista domiciliata a Venezia, spesso nelle belle giornate si siede sui pozzi di Venezia, sulla strada, o sui “masegni” (ovvero la pavimentazione) o sugli scalini dei ponti per disegnare. Fin qua nulla di strano, ma dal suo racconto capirete come le cose in Italia non sono mai normali.

Già nell’ottobre 2013 alcuni vigili zelanti hanno accusato Noemí Carrau di occupazione abusiva di suolo pubblico, poiché con il suo cavalletto dipingeva in un campo di Venezia.

Diffondiamo il suo racconto del 2013, prima di arrivare alle cronache di questi ultimi giorni.
Tutte le immagini sono gentimente state concesse dall’artista.


– Buon giorno, lei ha l’autorizzazione per vendere qui?
– m’ha interrogato senza preamboli il vigile più alto e di aspetto imponente.
– No, non ce l’ho. Io sto soltanto disegnando – ho risposto con sincerità.

– Lei occupa lo spazio pubblico, espone le sue opere e presumo le vende in maniera illegale – ha detto segnalando con un dito accusatore la mia cartella dove c’erano alcune delle mie cartoline artistiche. Mi sembrava una bella idea mettere una piccola nota di colore su una cartella nera da disegno.

artista-di-strada-venezia-italia copy

– Io vendo le mie cartoline nei negozi e vengo qui a disegnare perché a casa non ho spazio. Se qualcuno è interessato al mio lavoro, le do il mio bigliettino da visita. Non è mica un delitto – ho spiegato con tono conciliante.
– Lei occupa questa piazza col suo cavalletto e deve pagare le tasse sul plateattico come fanno tutti – recitava quelle parole come se fosse un articolo estratto dalla legge.
– Ma il cavalletto mi serve per disegnare! – ho detto nella mia diffesa. Cosa mi dice dei turisti che dipingono all’aperto? Non è mica vietato disegnare!
– Quello è diverso. Loro sono in vacanza – ha detto l’altro vigile come se fosse ovvio.

Ero sempre più perplessa davanti ai loro argomenti. Mi chiedevo quale sarebbe il tempo autorizzato ai residenti per disegnare un soggetto dal vero prima di prendere una multa.

– Lei deve presentare domanda all’amministrazione pubblica se vuole fare questo lavoro – ha cominciato a spiegarmi il vigile come se parlasse con una bambina.
– E da 3 anni che faccio domanda e sto ancora aspettando l’autorizzazione. Ormai ho compilato tutti i moduli esistenti, pagando perfino la marca da bollo ad ogni richiesta! – ho detto esasperata.
– Se non è d’accordo col regolamento scriva una lettera all’ufficio competente – ha risposto l’altro vigile impassibile.
– Certo! In che ufficio devo andare? – ho provato a indagare curiosa.
– Si informa Lei – ha risposto seccamente.

– Questo è assurdo! Io sono qui tutti i giorni e vedo spesso i vigili passare in questo campo senza dire niente. Cosa è cambiato oggi? Non capisco perché non posso continuare a disegnare come prima!

Ad un certo punto, i vigili, molesti con tante chiacchiere hanno perso la pazienza e mi hanno intimidito in questo modo:

– Se non va via subito procediamo al sequestro del materiale e poi le arriva una multa a casa. Decida cosa le conviene fare, noi aspettiamo qui.

Allora ho ricordato che, qualche mese fa, un’altro artista di strada era finito in canale dovuto a una discussione simile. (Alleghiamo il servizio di Rete Veneta)

Quindi, avevo capito che era inutile porre resistenza ai vigili, anche se sapevo di non aver fatto niente di sbagliato. A malincuore, ho preso le mie cose e ho affrontato in silenzio le ultime frasi che potevano fare a meno di pronunciare:

– Brava ragazza, adesso hai capito – ha detto l’uomo della cartella che era sempre stato zitto.
– Buona giornata – hanno detto i vigili all’unisono.

E sono andati via orgogliosi e soddisfatti di aver cacciato via delle calli di Venezia un altro artista di strada che, a quel che pare, disturbava qualcuno.

Passati diversi mesi, eccoci ad un nuovo racconto..

Cronaca di una settimana turbolenta.

Mercoledì 7 maggio 2014
Dopo 3 settimane di disegno all’aperto trascorse senza incidenti, oggi 2 vigili sono venuti a trovarmi in campo. Fatalità, erano gli stessi che m’avevano mandato via nel mese di ottobre. E m’hanno riconosciuto. Ho tirato fuori tutta la serenità che avevo raccolto in questo periodo per cercare di ragionare con loro. Ormai non sto più zitta. Così, hanno cominciato di nuovo il gioco di domande:
 
– Buon giorno, lei ha l’autorizzazione per stare qui?
– No – ho detto tranquilla – e non mi serve nessun permesso perché io sto soltanto disegnando.
Se vuole le faccio vedere la mia cartella. È vuota.
 
Infatti, non avevo niente da vendere, neanche una misera cartolina. Disegnavo e basta… e quello creava parecchia confusione nella loro mente razionale.
 
Di solito, i vigili sono sempre di fretta, come se la divisa bruciasse sotto il sole… ma, oggi sembravano disponibili a parlare con me. Ho raccontato di nuovo la mia storia e i motivi per i quali dopo 4 anni non ho ancora l’autorizzazione. Mi ascoltavano quasi con tenerezza e m’hanno perfino suggerito di creare un gruppo di artisti e di andare a parlare in Comune con qualche ufficio competente. Creare un gruppo come S.O.S. Artisti di strada? Ma dai… non ci avevo mica pensato!
 
Ho deciso che era meglio lasciar perdere e prenderla come un triste scherzo del destino. Così, ho detto che mi trovavano disegnando in campo tutte le mattine se volevano passare a salutarmi o fare due chiacchiere. Non era una provocazione ma, finalmente hanno capito che non potevano mandarmi via senza motivo.  

Noemi_Carrau_Arte_in_Campo
 
– Mi raccomando, signorina… – ha detto con tono amichevole.
 
Per la prima volta, loro sono andati via e io sono rimasta in campo, col cuore in gola ma, felice di aver vinto la mia piccola lotta personale alla conquista di uno spazio che è di tutti!  
 
Giovedì 8 maggio 2014

Oggi, verso mezzogiorno, sono venuti a trovarmi in campo 1 carabiniere e 2 militari. Di solito non ho problemi con loro ma, questa mattina avevano un importante compito da fare “per il bene di tutti”.
 
Erano giovani, forse avevano qualche anno in più di me… ma la divisa li dava un aspetto serio e poco amichevole. Mi ho sempre domandato qual’è la cosa che li spinge a fare questo lavoro. Prottegere Venezia e i suoi cittadini è un atto lodevole… ma, spesso, mi sembra che ce l’abbiano con noi. Con quelle persone che la pensano diversamente oppure sono “fuori” dal regolamento perché semplicemente non esistono regole fatte per loro.
 
Il carabiniere m’ha chiesto la documentazione con gesto arrogante, mentre i militari sorridevano per mitigare, nel possibile, la richiesta del suo compagno. Sono andata a cercare nella borsa, fra matite e colori, il prezioso documento.
 
– Ah… spagnola! – ha letto nel tesserino di plastica con voce ambigua fra la curiosità e il disprezzo.
– Sono residente a Venezia – ho evidenziato per evitare che mi trattasse da turista ignorante.
Se vuole le faccio vedere il mio codice fiscale.
– Non serve, grazie.
 
Si sono allontanati per scrivere appoggiati al pozzo come fanno centinaia di turisti al giorno che guardano la mappa. Quell’immagine m’ha fatto pensare alla mia prima estate in campo, quando mi sedevo sulla vera di pozzo a disegnare e diventava il mio improvvisato tavolo di lavoro perché non avevo ancora il cavalletto.

Il pozzo… lo stesso monumento storico che adesso è “intoccabile” per me, perché tempo fa i vigili m’hanno detto con orgoglio che fa parte del “patrimonio culturale e artistico”. Un patrimonio che, purtroppo, si rovina sempre di più. 
 
Mi ricordo ancora quando, delle volte, la ragazza della gelateria mi lasciava un secchio d’acqua per pulire il pavimento e così poter appoggiare la cartella da disegno. D’estate, se non pioveva, il pozzo faceva davvero schifo.
 
Il carabiniere ha scritto sul quaderno per 10min, forse di più. Quando m’hanno restituito i documenti ho fatto io le domande:
 
– Scusi, perché hanno bisogno dei miei documenti? – ho chiesto con tono incisivo.
– Niente, un controllo rutinario. Non si agiti. Tutto a posto. – ha risposto lui.
 
Porca miseria! Allora perché non controllano tutti?! Ditemi la verità, non starmi a raccontare storie… ormai, non capisco più niente. Cosa volete da me?!
 
E sono andati via senza darmi nessuna spiegazione.
 
Venerdì 9 maggio 2014
 
Questa mattina sono tornati il gruppo di militari con il carabiniere. Non hanno detto una parola ma, sono rimasti 20min in campo ad osservarmi. Non vorrei diventare ossessiva ma, ho il sospetto che mi controllino.
 
Artisti, non prendete paura!
Se non c’è vendita non possono farvi niente.
Disegnare all’aperto non è vietato! Non esiste nessuna legge europea al riguardo.
Libera espressione all’Arte di strada!
 
Domani torno in campo.

Per maggiori informazioni:

Blog S.O.S. Artisti di strada!
Progetto Arte in Campo
Cronaca di successi
Il sito web di Noemi

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