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APART FEST #01
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APART FEST #01

Grande evento a Venezia il 26 agosto 2014 al Teatrino di Palazzo Grassi (aperto l’anno scorso dopo un restauro firmato dall’archistar Tadao Ando): Prende il via alle 19.30 il primo appuntamento di Apart Fest.

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Apart Fest, curato dall’associazione Pas:E, nasce dalla crescente necessità di far rinascere a Venezia e non solo l’interazione tra ricerca, produzione e alta formazione nel campo della musica.

Il primo evento vede come protagonisti per la prima volta assieme in Italia RABIH BEAINI, CHARLES COHEN e UPPERGROUND ORCHESTRA. Per gli amanti del genere sono nomi già ampiamente conosciuti, ma per tutti gli altri vi raccontiamo di chi stiamo parlando:

RABIH BEAINI

Morphosis aka Ra.H aka Rabih Beaini dagli anni ‘90 è in costante auto-rimodellazione ai confini della techno underground. Ha iniziato come dj ma è stato il trasferimento in Italia nel 1996 a catalizzare le sue tendenze sperimentali in uno studio. Si può dire che abbia veramente sperimentato: poche persone sono in grado di plasmare la techno in modo così emozionale e immaginativo come ha fatto Beaini per etichette come Sistrum Recordings (Detroit), M>O>S e Delsin (Amsterdam) e principalmente per la sua label Morphine Records.

Le sue produzioni sono l’anello mancante fra l’elettronica dura e pura e il jazz, e negli ultimi sette anni la sua label ha prodotto una selezione elettronica ugualmente influenzata zata dal lavoro di Madteo, Hyerogliphic Being, Metasplice e Anthony “Shake” Shakir. A Venezia, Beaini apre il Club l’Elefante Rosso che si fa conoscere per le
notevolissime line-up e eventi, workshop e registrazioni prima di chiudere ufficialmente per diventare un centro di educazione. Il club portava avanti una vision musicale ben definita e irrudicibile sotto la guida di Beaini, con la
migliore esperienza avanguardista dal free jazz sperimentale, alla noise, techno e electro-house.

Subito dopo essersi trasferito fuori dall’Italia nel 2011, esce il suo album “What Have We Learned” (“Ciò che Abbiamo Imparato”, ndr.), album che viene menzionato fra i migliori dell’anno.

CHARLES COHEN

Charles Cohen, synth improviser e compositore sperimentale di Philadelphia, produce musica nella sua città natale dai primi anni ’70. Cohen suona esclusivamente su un sintetizzatore vintage Buchla Music Easel, un raro strumento analogico integrato creato nei primi anni ’60 dal pioniere Don Buchla.

L’approccio intuitivo di Cohen nel fare musica è una combinazione di spontaneità, energia e ritmo free jazz con le possibilità sonore del sintetizzatore. Ha collaborato con Rex-X-Ray e George Armana con il nome di Masterpulsers, con performace all- electronic, sequencer-based. Negli anni ’90 ha lavorato con Jason Finkleman e Geoff Gersh suonando ogni mese alla Knitting Factory di New York per quasi due anni con lo pseudonimo di Straylight, collaborando contemporaneamente con svariati musicisti ben conosciuti nella scena della città.

Il suo approccio al synth si flette seguendo una graduazione sonora notevolmente diversificata che include “rumori di carta stagnola e trappole animali, scampanellii alla glockenspiel, percussioni poliritmiche e avvolgenti ondate jazz”(The Wire).
Cohen ha prodotto due album sotto Ghostwriters con Craig Anderton e Jef Cain negli anni ’80, ma una decade più tardi ha spostato la sua attenzione quasi esclusivamente sull’improvvisazione live, principalmente non registrata.

“Ho capito che quello che stavo facendo era troppo oscuro e troppo poco commerciale. Di sicuro non volevo spendere i miei soldi per far uscire qualcosa che sarebbe rimasto chiuso nel mio armadio.” Ma Cohen è tornato con la release di tre LP che contengono la musica del suo personale archivio e da un remix di 12’’ di Dance of the Spirit Catchers del 1979, tutti e tre firmati Morphine Records, etichetta di proprietà di Rabih Beaini, aka Morphosis.

La compilation raccoglie composizioni residuali provenienti dai primi anni della produzione di Cohen come sound designer fino ad arrivare alle sue più recenti collaborazioni con hair_loss (aka Kenneth Lay, metà del duo Metasplice) con lo pseudonimo Color is Luxury.

Charles Cohen è sempre stato al di fuori del radar pubblico, rimanendo fedele alla sua linea.
Crede che la musica debba avere tre elementi fondamentali:

“Primo: la musica dovrebbe essere acrobatica, così il pubblico sente che c’è del rischio nella performance.
Secondo, la musica dovrebbe essere sensuale – i musicisti dovrebbero provare un amore puro verso il suono e non solo riprodurre delle note in sequenza.

Terzo, i musicisti devono credere in ciò che fanno e non essere semplicemente dei clown da show.
Penso che questi siano i tre pilastri ai quali faccio ancora riferimento, mentre l’improvvisazione completa il quadro.

UPPERGROUND ORCHESTRA

Upperground Orchestra è un collettivo di musicisti e improvvisatori condotti da Rabih Beaini (Morpho- sis / Ra.H / Morphine Records) all’elettronica, in collaborazione con alcuni membri talentuosi della scena free jazz e improv italiana: Piero Bittolo Bon ai fiati, Alvise Seggi al basso e Tommaso Cappellato alla batteria.

Il collettivo nasce nel 2002 da un fortunato errore, quando un promo- ter li ingaggiò tutti per lo stesso giorno: l’incontro diede vita a una jam session estemporanea di cui rimangono solo racconti e memorie di un happening leggendario. Svariate performance si susseguirono negli anni, fino ad evolversi nella line-up attuale.

Gli artisti si posizionano scioltamente fra il free jazz, il krautrock e il deep cosmic jamming, in cui l’elettronica sperimentale di Rabih si muove fluidamente fra la house, la techno e la fuse, accompagnata dalla virtuosità degli strumentalisti, il caos derivato è assaporato con soddisfazione mentre vengono esplorate nuove frontiere del suono.

Fedele allo zoccolo duro dell’improvvisazione, l’Upperground Orchestra esiste primariamente come una esperienza live,
che plasma la musica direttamente dall’energia originale del luogo in cui si svolge. Con solo una manciata di release ad oggi, Upperground Orchestra conta album come ‘Solaris Emit’, uscito nel 2008 con l’etichetta di Beaini, Morphine Records; remix epici di ‘Room 310’ di Terrence Dixon con Meakusma e la revisione del pezzo di Theo Parrish ‘Falling Up’ con Third Ear Recordings. Con l’LP del 2012 ‘The Eupen Takes’, la Upperground Orchestra si presenta al suo apogeo: spontanea, caotica, profonda, rinvigorente.

Lo Spazio:

Oltre 1000 metri quadri nel cuore di Venezia che sapranno immediatamente impressionarvi, in un gioco di spazi, luci e forme. Dopo aver diretto i restauri della punta della dogana, diventata ora parte della Fondazione Pinault, l’archistar Tadao Ando l’anno scorso ha firmato il restauro del Teatrino di Palazzo Grassi, accanto all’omonimo palazzo, restituendo alla città uno spazio chiuso da anni a due passi da Campo Santo Stefano.

L’ingresso è solo su invito. Per ricevere l’invito bisogna richiedere il pass dal costo di 20 euro tramite questo link.

Per informazioni:

Apart Festival / PAS:E
www.apart-fest.com
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