Fin che la barca va: chi prenderà in mano il timone a Venezia?

A Venezia oramai da un anno e passa sta succedendo di tutto. Dopo gli scandali (per altro annunciati) che hanno travolto l’amministrazione comunale guidata dal velista, avvocato, professore, membro del consiglio di amministrazione di più enti oltre ad essere stato il primo procuratore di San Marco Giorgio Orsoni, ecco che la città si risveglia con le primarie del centro sinistra, ora però diventate di fatto del PD.

Nel centro destra c’è ancora la nebbia, o in veneziano “caigo” che contraddistingue gli inverni lagunari nel decidere se candidare l’ex presidente della Provincia di Venezia leghista Francesca Zaccariotto o qualche altro nome (Mara Venier che fine ha fatto?). 
I cinque stelle sembrano aver deciso di candidare Davide Scano e l’estrema destra con Forza Nuova gioca il jolly e cala il segretario romano Roberto Fiore (Che ci azzecca con Venezia non lo sa nessuno, forse neppure lui).

Le primarie del PD un poco alla volta hanno sofferto di influenza e sono arrivate le prime defezioni. La cura Casson di fatto ha “vaccinato” prima il candidato indipendente Giovanni Pellizzato che dallo slancio iniziale è tornato alla Libreria Toletta, rimanendo ovviamente alla finestra ad aspettare il sindaco che verrà.

1797455_10201662780754552_1715898852_nSebastiano Bonzio di Rifondazione ha preso anche lui la “pillola” Casson. Dopo aver fatto vedere che raccogliere le firme necessarie per presentarsi alle primarie del Centro Sinistra non era di certo un problema viste le numerose foto assieme al primo ministro greco e enfant prodige della politica Tsipras, ha deciso di ammainare la bandiera rossa e di consegnarla nelle mani del Senatore della Repubblica Felice Casson.

Dopo mesi di attesa, (ma dagospia con un articolo in tempi non sospetti aveva anticipato tutto) si è aggiunto alla volata per la scalata a Ca’ Farsetti Pellicani, figlio di quel Pellicani amico di Napolitano e nei tempi che furono già Vice Sindaco di Venezia.

L’endorsment per Pellicani è arrivato direttamente dall’ex sindaco e ora amante dei salotti e delle grida televisive Massimo Cacciari, che evidentemente non ha finito di fare scherzi da infarto a Casson ( oltre a mandare a quel paese attraverso il tubo catodico un po’ tutti, dalla Moretti candidata alle regionali del PD, a tanti altri politici, basta fare una ricerca su youtube per non annoiarsi e per scoprire il lato presenzialista TV del filosofo).

Intanto c’è Il giovane candidato Jacopo Molina (almeno lui è giovane per davvero e non è già in età per diventare Presidente della Repubblica, a differenza di Pellicani che Cacciari aveva invece definito “Giovane”) che porta ancora in grembo la rabbia per essere stato “trombato” da Orsoni dopo che era stato il candidato del Partito Democratico tra i più votati e già pregustava una poltrona da assessore, invece si è dovuto accomodare nei banchi della maggioranza a Ca’ Farsetti. (Visto quello che è successo, forse gli è andata pure bene).

Gli aspiranti sindaco intanto non hanno perso tempo e vista la data del voto oramai imminente (il 15 marzo) si parte con i congressi, le riunioni, le foto ricordo con le associazioni, i gadget e ovviamente una marea di comunicati stampa, lanci su twitter, Facebook e Youtube.

I tre candidati intanto affilano i coltelli: Molina attraverso il suo giovane organizzatore della campagna elettorale Marco Caberlotto (Consigliere municipale, Ex Italia dei Valori, poi gruppo misto e infine folgorato sulla via di Damasco da Renzi) lancia dubbi e veleni sulle spese dei concorrenti.

Il comitato organizzatore delle primarie ha infatti messo un tetto di spesa di 10 mila euro e sul sito di Molina per quelli che non hanno nulla da fare durante il giorno è possibile vedere tutti gli scontrini fiscali, (mancano quelli dei panini e poi c’è tutto) adducendo al fatto che gli altri candidati possano aver speso di più, allegando nei comunicati stampa screenshot di conversazioni Facebook altrui. Pellicani l’altro giorno ha riempito un cinema intero a Mestre e non facevano vedere 50 shades of Grey, ma inaspettatamente il programma elettorale del giornalista della Nuova Venezia e “attacca” Casson definendolo praticamente il vecchio che ritorna ( “è già stato sconfitto una volta”), oppure spiegando che in questa campagna elettorale Molina si è autocandidato (accuse respinte al mittente dall’ex consigliere comunale).

A Venezia insomma non c’è mai il rischio di annoiarsi, ma neppure in altre zone del Comune, come ad esempio il Lido di Venezia, che risveglia in una parte dei suoi abitanti lo spirito da faccetta nera e scaglia le proprie frustrazioni contro 40 poveretti ospitati al Centro Morosini.

Mentre Pellicani e Casson fanno dichiarazioni che invitano alla calma e ad una comprensione più ampia di quanto successo, sul profilo del candidato Molina sono presenti dei commenti assurdi da ventennio, oltre al fatto che Molina nel suo comunicato ha spiegato di “Comprendere gli abitanti”. Noi invece come rivista, il razzismo non lo abbiamo mai compreso, in nessuna forma, perché non è giustificabile ancora una volta nel 2015.

In tutto questo i Centri Sociali Rivolta e Morion non stanno di certo alla finestra. Da sempre bacino di riferimento della coppia Caccia-Bettin hanno creato il loro candidato virtuale che ha sfilato durante il Carnevale di Venezia. Dal Nome “Ascanio da Lecase”, (se vi piacciono gli anagrammi eccone uno per voi) ecco gli slogan tanto amati e con tanto di asterisco per supportare le quote rosa del tipo CASA E REDDITO X TUTT*, MOSE, EXPO, TAV SERVONO SOLO A CHI LE FA oppure cose più moderne genere hashtag #NOMAFIA #NOPOTERIFORTI #NOPAOLOCOSTA #NOGRANDIOPERE #NOCONTORTA. Per non farsi mancare nulla eccoli che puntano il dito contro il candidato pentastellato.

Super attivi su facebook e twitter, chi decideranno di appoggiare? La risposta è di facile intuizione: sarà molto probabilmente l’ex magistrato Casson, in quanto Molina e Pellicani sono assai distanti politicamente. Anche loro ad ogni modo sono sulla scena politica da anni: possono essere considerati segno di rinnovamento oppure di mantenimento?

Per chiudere un accenno alle fotografie e alle grafiche utilizzate in questa campagna elettorale: Un corso accelerato sarebbe stato utile per non consegnare alla stampa foto color verdino, sfuocate, inutili a livello comunicativo o semplicemente bruttine: non improvvisiamoci utilizzatori dell’iphone per favore, se la foto è brutta si fa semplicemente bella figura a non spedirla. Per il capitolo grafica invece stendiamo un velo pietoso, o meglio “no comment”.

Cosa ne sarà di questa Laguna tanto bistrattata? Saprà il nuovo Sindaco prendere il timone di questa Costa Concordia che si sta avvicinando sempre più all’Isola del Giglio ed evitare ancora una volta l’inchino ai furbetti di turno?

Aspettiamo ansiosi i risultati delle urne, intanto un in bocca al lupo a tutti i candidati e come nelle migliori sfide a fioretto, che vinca il migliore.

Giacomo Cosua Direttore Responsabile

Giacomo Cosua è il direttore responsabile di Positive Magazine. Giornalista e Fotografo, ha pubblicato i suoi reportage e fotografie nelle principali testate internazionali, quale il Financial Times, Monocle, El Mundo, Le Monde Magazine, L'Espresso, Vice Magazine, D e XL della Repubblica e altre.

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