ROAD TO CREATIVITY

Venerdì 26 giugno è stato l’appuntamento più cool di questa settimana a Roma al teatro Olimpico.

Stefan Sagmeister, uno dei più celebri artisti designer del mondo, autore di alcune delle più conosciute e dirompenti campagne di comunicazione visiva degli ultimi vent’anni, è stato ospite del grande evento dal titolo “Road to creativity”.

C’è stato un avvincente monologo interlocutorio, in cui Sagmeister, attraverso il racconto dei suoi più emblematici lavori e la spiegazione dei suoi linguaggi, che ha proposto alcune riflessioni sul rapporto tra arte e comunicazione al giorno d’oggi, dispensando suggerimenti, lanciando provocazioni e suggestionando il pubblico con le sue formule dialettiche e con i suoi stimoli visuali.

Lo show rappresenta la prima uscita pubblica a Roma dell’artista classe 1962 di origine austriaca, ma che vive e lavora da anni nel suo studio di New York, alla 23. Strada, da cui ha lanciato alcune delle più efficaci, ironiche, nonchè discusse campagne creative, che hanno fatto la fortuna di importanti brand come la Time Warner, il Guggenheim Museum, l’American Institute of Graphic Arts (AIGA), EDP, Levi’s e la Adobe.

Ha esposto i suoi lavori in tutto il mondo a New York, Philadelphia, Tokyo, Osaka, Seoul, Paris, Losanna, Zurigo, Vienna, Praga, Cologna e Berlino.

Celebri sono le sue collaborazioni con il mondo discografico, come quella per la grafica dell’album “Mountains of Madness” di H. P. Zinker, 1994, per il quale, sfruttando alcuni principi fisici del colore, creò un’illusione ottica dove ciò che si vede in copertina, il volto tranquillo di un signore, non corrisponde alla realtà, lo stesso signore ritratto urlante.

Realizzò lacopertina del noto album “Set the Twilight Reeling” di LouReed e ha lavorato con i Rolling Stones e David Byrne. Ha vinto nel 2005 un Grammy Award per la copertina dell’album “Once in a Lifetime” dei Talking Heads e nel 2010 un Grammy Award for Best Recording Package per il design dell’album di David Byrne e Brian Eno “Everything that happens will happen today” .

E’ del 1999 il lavoro più celebre e divenuto poi icona della grafica del decennio: per il manifesto relativo ad un ciclo di conferenze al campus universitario di Cranbrook nei pressi di Detroit, l’artista si autoritrae nudo con il corpo ricoperto da scritte incise sulla pelle con un coltello e con nella mano sinistra una scatola di cerotti.

Orientato a privilegiare i contenuti a scapito della forma (Big Idea vs. Style) e a “toccare con il design il cuore di qualcuno” Sagmeister è sempre riuscito ad emozionare, a sorprendere e suggestionare. Non solo un abile imprenditore del “segno”, ma anche, alla stregua di grandi artisti, un grande interprete della contemporaneità. Nel 2001 pubblica il volume “Sagmeister: Made You Look. Another self-indulgent design monograph (practically everything we have ever designed including the bad stuff)” dove per la grafica della copertina si autocita: attraverso la custodia rossa in plastica trasparente si scorge un festoso cane da pastore tedesco che una volta estratto il libro diviene un cane dalle fauci aggressive. Ancora una volta, ciò che si vede in un primo momento non corrisponde alla realtà.

Gli altri partner del concorso (edizione 2015) sono: Lanificio, Teatro Olimpico, Catel, Apa, S.C.I Affissioni, ‘mbangaStudio, Studio Aira, Cappelli identity design.

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