VENICE FASHION NIGHT

Si è chiusa ieri 24 ottobre 2015 la terza edizione della Venice Fashion Night, evento organizzato da Venezia da Vivere e realizzata in collaborazione con il Comune di Venezia, il Tavolo Veneto della Moda (Confindustria, Cna, Confesercenti, Confartigianato) e Iuav Moda.

La moda come Cultura e Qualità: sfilate, shooting, location inedite, atelier in palazzi veneziani, firme emergenti, musica e Dj set hanno animato le boutique, gli atelier e gli hotel con eventi speciali dedicati alla creatività Made in Veneto e Made in Venice.

 Caffè-Lavena-Federica-Zumerle-e-Francesca-Napoletano Defénse-Personnel foto Eleonora Milner
Caffè-Lavena-Federica-Zumerle-e-Francesca-Napoletano Defénse-Personnel foto Eleonora Milner

La giornata si è aperta la mattina con il Tavolo della Moda, un incontro tra esperti, imprenditori, aziende, fashion designer, creativi e giornalisti. L’obiettivo del tavolo è stato “la creazione di un’agenda comune per la valorizzazione del Made in Veneto e la promozione di Venezia come luogo dell’eccellenza e della qualità artigianale da cui far partire iniziative di comunicazione internazionali” e la comunicazione e la cultura digitale sono risultati tra gli elementi essenziali se non necessari a questo scopo.

La Fashion è partita dall’Hotel Londra Palace con le indossatrici in abiti Roberta di Camerino per arrivare all’Hotel Metropole di Gloria Beggiato con la straordinaria fashion performance “la moda liberata” firmata Raptus&Rose. L’evento, uno dei più suggestivi è stato un vero e proprio viaggio nella realtà sartoriale dell’Atelier di Silvia Bisconti. Ci ha accolto un percorso evocativo di atmosfere lontane tra tessuti preziosi e abili sarte. Un’esperienza live ci ha illustrato concretamente la creatività sartoriale del brand, la tintura, la cucitura e il ricamo degli abiti Raptus&Rose. Da Kirikù sono esposte in anteprima le ultime edizioni limitate Raptus&Rose: la Verre Volant Skirt, le sottovesti liquide e la Black Venetian Sweater.

Hotel Metropole Raptus and Rose foto Eleonora Milner
Hotel Metropole Raptus and Rose foto Eleonora Milner

La serata è poi continuata con The Human dream of Flying, la nova collezione del giovane fashion designer Davide Zocca (Iuav Moda) all’Hotel Savoia Jolanda con make up artist e hair stylist di Daniela Grava. Uomini-uccelli, uniforme mimetiche, aviatori e creature piumate a ritmo di dj Pools hanno animato la hall del palazzo ottocentesco. “Un paio di ali regalano la libertà. L’utopia del volo è il segno tangibile della creatività che spiega le sue ali verso orizzonti infiti” spiega lo stilista.

Invece Defènse Personnel delle due stiliste Federica Zumerle e Francesca Napoletano (Iuav Moda), ha ravvivato con nonchalance e naturalezza lo storico caffè Lavena in Piazza San Marco. A coppie di due, trecce ed anfibi neri le modelle si sono esibite direttamente in piazza, in monocolor rossi, neri, blu e bianchi sullo sfondo della Basilica. Fashion e musica anche allo store Gas e Calvin Klein come al nuovo spazio dell’Atelier Al Duca D’Aosta, Venezia 1902 in Campo San Zulian dove Rodolfo Zappalà ha presentato la sua nuova collezione. Tutta maschile e ispirata ai motivi d’inizio secolo, essa coniuga la tradizione della sartorialità italiana (tweed e shetland) con le nuove tendenze contemporanee.

Servizio Fotografico a cura di Eleonora Milner

Hotel Metropole Raptus and Rose foto Eleonora Milner
Hotel Metropole Raptus and Rose foto Eleonora Milner

Immancabile l’appuntamento con Pot Pourri dove le creazioni dell’atelier dialogano con l’interior design di Crescente Arredamenti e Baxter che presentano una edizione limitata di poltrone. Elegante e raffinata la capsule collection Velvet day & night a Malìparmi Boutique : abiti di velluto accompagnati dal Sax di Giacomo Gasparotti e Mattia Soloperto. E ancora un’esperienza unica il mondo di Nina Boutique a Campo Manin che in un’allestimento da fiaba ospita la giovane jewel designer Noemi Back. In Frezzeria una tappa certa sono state Empresa  (le collezioni di pelle, borse, cinture) e la mitica ottica Urbani, nata a Venezia negli anni ’50. Qui, ci racconta il proprietario, Le Corbusier ha disegnato e fatto fare un paio d’occhiali, portato lì, sotto consiglio, da Carlo Scarpa (la cui Olivetti dista cinque minuti) quando Le Corbusier ruppe i propri occhiali durante la progettazione di un’ala dell’Ospedale Civile, (mai realizzata). Da lì la nuova collezione esclusiva della linea di occhiali “Le Corbusier”. Storie vere che possono accadere only in Venice.

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