Quel fantastico peggior anno della mia vita

“Me and Earl and the Dying Girl” è il titolo dell’avvincente romanzo firmato Jesse Andrews, dal quale è stato tratto il film diretto dal brillante Alfonso Gomez-Rejon, sulla sceneggiatura dello stesso autore.

Già dal titolo originale e dal suo adattamento in lingua italiana, “Quel fantastico peggior anno della mia vita”, riusciamo a cogliere l’essenza di questo racconto dai toni drammatici ed ironici allo stesso tempo.

La peculiarità della storia è la capacità di farci gradualmente coinvolgere in prima persona nelle vite dei personaggi, nelle quali non risulta difficile cogliere tracce della nostra quotidianità e del nostro vissuto. I protagonisti sono adolescenti che devono affrontare gli anni della scuola, farsi strada all’interno di una società sempre più complessa, affrontando emozioni contrastanti e problematiche non solo prettamente giovanili, costruire il proprio essere imparando a reagire a situazioni e relazioni spesso inaspettate. Ogni singolo personaggio è analizzato in maniera approfondita e via via che la storia prende forma ne riusciamo a cogliere la complessità ed ogni singola sfaccettatura.

Greg è un giovane che ha sviluppato un suo modo di reagire a quanto lo circonda, mimetizzandosi all’interno del contesto liceale al quale appartiene e fuggendo anche alla sola idea di poter trovarsi di fronte alla situazione di doversi rapportare con relazioni profonde. La sua forzatamente discreta presenza all’interno della scuola, è infatti frutto di questa sua “strategia”. Egli si è creato un proprio “mondo parallelo”, rassicurante, del quale è parte esclusiva lo storico ed forse unico amico Earl, con il quale condivide anche una grande passione per il Cinema, elemento chiave del loro rapporto di amicizia storica. Interessante a tal proposito è la produzione da parte dei due di cortometraggi amatoriali, interpretazioni- parodia dei grandi classici del grande schermo. Il destino porterà le loro storie ad incrociarsi inavvertitamente con quella di Rachel, compagna di scuola fino ad ora “ignorata” e sarà proprio tale avvenimento a determinare una svolta nelle loro vite, dando luogo ad un’amicizia capace di fronteggiare anche le sfide più difficili.

Scenografia e Costume introducono lo spettatore in un’avvincente atmosfera anglosassone dai toni piacevolmente colorati ed accompagnano spazialmente e cromaticamente le vicende dei personaggi, sviluppandone efficacemente il profilo caratteriale e situazionale.

A coronare un insieme già ben orchestrato, la colonna sonora di Brian Eno, esaltazione dell’emotività narrativa, aiuta perfettamente ad immergerci in questa interpretazione a tratti realistica e bizzarra, della vita sociale dei teenagers, fatta di lacrime e sorrisi, di delusioni e sogni, di amicizia e cuscini pelosi.

Il film, vincitore di ben due premi al Sundance Film Festival 2015 (Giuria e Pubblico), uscirà nelle sale il prossimo 10 dicembre. Divertente e commovente, riuscirà ad accontentare anche gli spettatori più esigenti e perché no, a strappare loro anche qualche lacrimuccia.

Leonardo Grillo

Leonardo Grillo è il critico cinematografico inviato da Roma per Positive Magazine

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