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La Corrispondenza
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La Corrispondenza

La Corrispondenza. Sulle note di Ennio Morricone si apre la scena in una confortevole camera d’albergo. La melodia orchestrale dalle sfumature elettroniche, in un raffinato crescendo ci introduce nell’atmosfera del film.

“Pensi che noi due ci siamo detti sempre tutto? Segreti? Misteri?” “Noi due siamo tutto un mistero…” Così inizia il dialogo tra i due protagonisti; lui è Ed Phoerum, stimato e riconosciuto uomo di scienza, professore di astrofisica, lei è Amy Ryan, giovane studentessa universitaria che impiega il tempo libero lavorando come stunt, cimentandosi in pericolose ed adrenaliniche scene d’azione. I due si amano e la loro relazione sembra esser destinata a non aver mai fine. La loro storia è fatta di momenti condivisi che si incastrano alla perfezione tra viaggi di lavoro, conferenze, seminari e produzioni cinematografiche, quasi come gli astri nelle infinite costellazioni del cosmo. Quanto potrebbe durare però tutto ciò, se inattese circostanze venissero a frapporsi tra loro, impedendone la vicinanza fisica?

Può la corrispondenza, intesa in senso lato, coadiuvata quindi da ogni mezzo tecnologico di cui oggi disponiamo, dalla lettera imbustata all’sms, dal messaggio vocale alla traccia video, sostituire il contatto diretto?

Tornatore interpreta il quesito dando vita ad una sceneggiatura avvincente, articolata, che non manca di colpi di scena, rivelazioni e coinvolgimenti emotivi. I personaggi sono ben delineati ed il loro profilo ci appare gradualmente più chiaro mano a mano che la storia progredisce, pur mantenendone tuttavia un’affascinante alone di mistero, che ci accompagna nel corso di tutta la narrazione.

L’amore eterno esiste? Nel vivace connubio scientifico tra ciò che è terreno e ciò che appartiene alle stelle e all’infinito, Amy si troverà non solo a dover testare la resistenza di tale sentimento oltre ogni limite, ma anche ad affrontare se stessa ed i “fantasmi” del suo passato, ripercorrendo la loro storia nei luoghi e nei personaggi indicatile da Ed, in un continuo e reciproco dialogo-monologo tra le tracce della sua incessante corrispondenza.

Il premio Oscar Jeremy Irons e la giovane Olga Kurylenko, rivestendo alla perfezione i rispettivi ruoli protagonisti, contribuiscono alla potenza narrativa della sceneggiatura e, tramite una superba interpretazione, conferiscono loro una ancor più efficace articolazione caratteriale.

Grazie al navigato trio autoriale di musica, fotografia e scenografia, l’ambientazione creata ci sa trasportare con equilibrata eleganza da un’affollata aula universitaria al grigio ed umido paesaggio irlandese, dall’accogliente caminetto della silenziosa e malinconica casa sul lago. Il lavoro svolto a tal proposito dal maestro Morricone (di recente riconfermato Golden Globe per la colonna sonora del nuovo film di Tarantino) ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale, contribuendone all’esaltazione emotiva.

Tutti coloro che apprezzarono l’intricata raffinatezza narrativa de La Migliore Offerta, non potranno far altro che lasciarsi nuovamente condurre in una storia capace di tenere viva l’attenzione dello spettatore dal prologo all’epilogo, singolare ed inedita riflessione sugli “sconfinati confini” dell’amore.

LG

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