Robert Indiana, l’artista pop a Bologna

Continuano gli appuntamenti a Bologna.  La Galleria d’Arte Maggiore G.A.M. ospita la personale dell’americano Robert Indiana, artista Pop creatore di icone entrate a far parte del nostro immaginario.

La mostra, a cura di Franco e Roberta Calarota e promossa dalla figlia Alessia, ha inaugurato ieri. Lo spirito autenticamente Pop di Robert Indiana trasforma l’ordinario in opere d’arte partendo da parole universali o numeri simbolici.
E’ attraverso queste opere che Indiana, partendo dall’identità americana, esplora la cultura occidentale con uno stile audace, iconico, immediato, colpendo istantaneamente l’occhio e la mente dello spettatore. Autoproclamatosi “pittore americano dei segni”, Indiana fonda le sue opere su un vasto ed originale repertorio di immagini, in cui predominano brevissime, ma efficaci parole: LOVE o AMOR, composte da lettere cubitali, e serie di numeri. Dapprima concepiti come dipinti, i suoi lavori si sono poi trasformati in opere scultoree dai colori accesi e brillanti, che paiono elevarsi a totem della civiltà contemporanea: le “poesie scultoree”.
In mostra grande attenzione è dedicata a LOVE, la scultura diventata non solo il simbolo del lavoro dell’artista, ma un’icona dei giorni nostri: nata nel 1964 su commissione del MoMA per una cartolina di auguri natalizi, è stata poi trasformata nel francobollo ufficiale statunitense, prima di diventare la scultorea scritta tridimensionale in alluminio policromo. Alla sua opera più riconoscibile fa da contraltare AMOR che, con la medesima tipografia a coppie di lettere sovrapposte, suddivide il vocabolo italiano in due parole inglesi d’uso quotidiano: AM e OR, arricchendone il significato: I AM, Io sono, poetica dichiarazione dell’essere (to be), seguita dal ragionevole dubbio umano OR, oppure…, che richiama alla memoria la fatidica questione shakespeariana, “essere o non essere“. Ma un ruolo altrettanto emblematico riveste ONE THROUGH ZERO, i dieci numeri (da zero a nove) non allestiti in ordine crescente, ma disposti dall’artista secondo un’organizzazione sempre mutevole che, in base alla combinazione e all’accostamento, genera interpretazioni differenti. Cifre significative, ricche di riferimenti relativi sia alla personale esperienza dell’artista, sia al ciclo della vita stessa. Lo stesso Indiana ha dichiarato come l’interesse e la fascinazione per i numeri sia nato durante la sua infanzia e fosse dovuto al continuo peregrinare di casa in casa, tipico della società statunitense: “quando ho compiuto diciassette anni avevo abitato già in ventun case diverse”.

Robert Indiana
Fino al 31 Marzo 2016
G.A.M Galleria d’Arte Maggiore, Bologna

Eleonora Milner Editor

Laureata al DAMS di Bologna e in Fotografia dei Beni Culturali all'ISIA di Urbino, si interessa di fotografia e arti visive contemporanee da anni. Ha esposto in mostre collettive a Venezia, Padova, Savignano sul Rubicone (SI Fest #22), Pesaro, Treviso (Spazi Bomben, Fondazione Benetton), Bologna (Spazio Labo).

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