PHOTÒPIA: Festival della Fotografia di Paesaggio

PHOTÒPIA
Festival della Fotografia di Paesaggio

Mostre, seminari, presentazioni, workshop, letture portfolio e premiazioni. Questo e tanto altro ancora
in questi giorni a Reggio Calabria. Fino al 17 Aprile infatti la città ospiterà la prima edizione di Photòpia. Festival della Fotografia di Paesaggio, organizzato dall’associazione Il cerchio dell’immagine,
È un gioco di parole, LandSpaces la tematica del Festival nato dall’esperienza “ReggioFotoGrafia” nel 2009 e “La Misura del Paesaggio” nel 2013, con l’idea di porsi come piattaforma di condivisione dei
possibili linguaggi che caratterizzano la fotografia documentaria, basandosi sull’idea di un fotografia non intesa come mero esercizio di stile, bensì come strumento di conoscenza ed esame di società e culture.
Sotto la direzione artistica di D.O.O.R., factory romana e con la collaborazione di Leica, Planar, Crac, Kult e Spazio Labò, Photòpia affronterà il tema dello Spazio, ossia della delimitazione fisica o mentale del territorio. Gli spazi sognati e infine raggiunti dai rifugiati sbarcati sulle coste del Mediterraneo, quelli
malvissuti delle città post industriali del Nord Europa o quelli imposti durante la dittatura comunista nella Germania dell’Est. Gli spazi circostanti il tratto calabro della Salerno Reggio-Calabria, da sempre simbolo di un benessere mai raggiunto e d’infinite speculazioni o quelli che il fenomeno degli incendi dolosi, o causati dal cambiamento climatico, finiscono con il creare nelle aree del Mediterraneo.

LE MOSTRE

Ricardo Cases, con il progetto El porqué de las naranjas, serie fotografica che prende come punto di partenza l’albero di arance (naranjas), simbolo del Levante, e più precisamente il suo colore, per creare una narrazione che consente di catturare le idiosincrasie di quell’area geografica.

Tommaso Tanini, con il progetto H. said he loved us, risultato di tre anni di viaggi e ricerche in Germania, che parte dallo studio del Ministero per la Sicurezza di Stato nell’ex Germania Est (Stasi), per esplorare in chiave più universale le condizioni di ansia e tensione date dal vivere in uno stato di
costante sospetto e diffidenza. Il lavoro di Tommaso Tanini è una personale allegoria di autoritarismo e repressione che si muove oltre i confini dello specifico evento storico.

Martin Errichiello e Filippo Menichetti, componenti del PanAut Collective – gruppo di giovani autori e fotografi di diverse nazionalità che fanno parte del progetto The Third Island.

Giovanni Troilo, con La Villenoire – The Dark Heart of Europe, chiacchierato progetto al World Press Photo 2015, sulla cittadina belga di Charleroi.

Federico Clavarino, con Italia o Italia, labirinto di frammenti, sagome, scorci, in un’Italia misteriosa.

Arianna Arcara, con il progetto Post Focum dedicato alla Sardegna ed allo storico fenomeno degli incendi boschivi. Non una calamità naturale, ma un fenomeno che nella maggioranza dei casi è riconducibile, direttamente o indirettamente, all’azione negativa dell’uomo.

Alessandro Penso con immagini tratte da Lesbos, lavoro sui rifugiati e migranti approdati sull’isola greca, Lost Generation, dedicato alla storia dei giovani migranti minorenni in fuga dal loro paese di origine e che cercano di entrare in Europa attraverso la Grecia, e Refugees in Bulgaria, che affronta il tema della crescita del flusso di migranti in una Bulgaria, colta impreparata, principalmente a causa della guerra in Siria.

Photòpia
Fino a domenica 17 aprile 2016

Parco Ecolandia di Arghillà (Reggio Calabria)

 

 

 

 

 

 

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