Now Reading:
XVII Festival del Cinema Europeo
Full Article 6 minutes read

XVII Festival del Cinema Europeo

cinema

Si apre all’insegna della solidarietà l’edizione 2016 del Festival del Cinema Europeo. Sarà infatti il film “Asino vola” di Paolo Tripodi e Marcello Fonte a segnare questo importante momento, sostenendo attivamente l’AILR – Associazione Italiana per la Lotta al Retinoblastoma, mediante l’acquisto di un avanguardistico e costoso macchinario oculistico atto alla prevenzione della patologia oculare.

All’evento parteciperanno, affiancando i registi, Lino Banfi e Maria Grazia Cucinotta che, oltre ad essere testimonial dell’Associazione, hanno prestato le loro voci per il doppiaggio di due degli “animali parlanti” presenti nel film.

Gli organizzatori del Festival hanno voluto dedicare questa diciassettesima edizione alla memoria di Morando Morandini, membro del Comitato dei Garanti fin dalla sua nascita, acclamato critico cinematografico e grande attore del Cinema Italiano. Un tributo sentito, più che doveroso “nel segno dell’uomo e del grande professionista che è stato”, citando le parole dei direttori Alberto La Monica e Cristina Soldano.

Come consuetudine, il Comitato ha eletto i quattro “protagonisti” dell’edizione, rispettivamente suddivisi in italiani ed internazionali. A rappresentare l’Italia sarà Christian De Sica, artista a tutto tondo, affiancato dal giovane e talentuoso Elio Germano, mentre per l’Europa sono padrini il compianto Andrzej Zulawski e il polacco Krzysztof Zanussi, al quale verrà inoltre consegnato l’Ulivo d’Oro alla Carriera. Ai quattro saranno dedicate proiezioni speciali, dai film che li hanno resi “grandi” alle ultime produzioni. In particolare segnaliamo l’anteprima dell’ultimo film che vede De Sica come protagonista, “Fraülein – Una commedia d’inverno”.

Sezione pilota del Festival è il concorso per l’assegnazione dell’Ulivo d’Oro, ormai divenuto il simbolo dell’intera rassegna pugliese. Quest’anno sono stati individuati dal Comitato di Selezione, dieci lungometraggi che concorrono per le categorie di Giuria, Fotografia e Sceneggiatura. I temi trattati dai film in concorso sono molteplici, interconnessi però tra loro da quello che oramai si sta radicando come filo conduttore del Festival, che da diciassette anni si prodiga nel promuovere il Cinema d’Autore in uno dei panorami più belli della nostra penisola, rappresentato da Lecce e dalla Puglia intera.

Tra i temi che emergono quest’anno, la critica ad una società che pur dandoci molto (forse in apparenza), ci preclude ciò che invece sarebbe naturalmente necessario ed eticamente doveroso, raccontata da Donato Rotunno in “Baby(a)lone”. Dal dramma familiare e dal conflitto interno di una famiglia disfunzionale in “Chromium” di Bujar Alimani, all’abbandono sociale nella figura del clochard in “Hector” di Jake Gavin. Tolga Karaçelik riflette in “Ivy” riguardo alla caduta autoritaria e all’ambiguità di sei uomini, in balia del caos generato da una doppia deriva, reale e burocratica, a bordo di una nave cargo. Dal rapporto madre e figlio e dalle questioni esistenziali ad esso legate, descritte in “Lily Lane” da Stephan Richter, alla terribile cronaca di una sparatoria realmente accaduta, da cui scaturisce la profonda riflessione dell’austriaco Stephan Richter in “One of us”.

Un inedito profilo della società borghese bosniaca viene tracciato da Ines Tanović nel suo “Our everyday life”. Dal punto di vista psicologico due interessanti spunti ci arrivano da Peter Bebjak, che nel suo “The cleaner” scandaglia la mente umana e la devianza di forme accettabili di personalità, dovuta al condizionamento genetico, mentre in “Virgin Mountain” Dagur Kári ci racconta di un quarantenne che non ha ancora trovato il coraggio di crescere.

Ad accostarsi al Premio Ulivo d’Oro, il Festival si compone di altre sezioni che arricchiscono l’offerta con sezioni di approfondimento dedicate ai nuovi temi e linguaggi della comunicazione audiovisiva oggi in Europa.

13054776_10207750818760775_1598043492_o

Il Premio Mario Verdone, giunto quest’anno alla settima edizione, è uno degli appuntamenti più attesi della manifestazione, in quanto rappresenta l’importanza fondamentale della continua ricerca di nuovi artisti di talento; giovani capaci di fare proprio il linguaggio del Cinema che, come soleva ripetere il professore intestatario del premio, non è altro che “discorrere di estetica e cultura, sensibilizzando lo spettatore”. I tre finalisti di questa edizione sono Alberto Caviglia con “Pecore in erba”, Duccio Chiarini con “Short skin” e Carlo Lavagna con “Arianna”.

Tra gli altri appuntamenti ricordiamo la nuova sezione dedicata alla Commedia Europea, alla quale è accompagnata la rassegna “Stati Generali della Commedia Italiana” a cura di Marco Giusti, basata nello specifico del ruolo della figura femminile. La sezione Cortometraggi premia, per il quarto anno consecutivo, il giovane autore italiano che maggiormente ha saputo distinguersi per talento e sensibilità narrativa, con il Premio Emidio Greco.

Ribadendo la volontà di porre in risalto il ruolo sociale del Cinema, la sezione “Cinema & realtà” darà quindi visibilità ad attualissimi temi sociali e culturali di rilievo: Territorio e lavoro, Vita e lavoro, Responsabilità industriale, Musica ed integrazione, Carcere, teatro e riabilitazione, Ambiente e territorio.

Alle proiezioni di lungometraggi e cortometraggi, nomination dell’European Film Academy, si affianca la promozione del Centro Sperimentale di Cinematografia e quella di giovani registi pugliesi under 35, selezionati da una giuria apposita per far parte di questa vetrina “locale” a respiro “internazionale”.

A corredo del ricco programma qui brevemente descritto, segnaliamo che anche quest’anno il Festival rinnova il consueto appuntamento dedicato alle mostre, realizzate in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale. All’ex monastero dei Teatini sarà possibile visitare l’esposizione fotografica “Christian De Sica. Io e il Cinema”, mentre presso il Castello Carlo V quella dedicata a Monica Vitti, a ripercorrere la carriera di una delle più grandi donne del Cinema italiano “Monica e il Cinema. L’avventura di una grande attrice”. Tramite la mostra “Vestire il Cinema”, promossa dall’Accademia di belle Arti di Lecce, ci addentriamo in uno dei retroscena più affascinanti del mondo dello spettacolo, attraverso i bozzetti della costumista romana Catia Dottori.

Il XVII Festival del Cinema Europeo si svolgerà dal 18 al 23 aprile 2016 presso il Multisala Massimo di Lecce. Il programma completo e le relative specifiche sono oggi disponibili online sul sito ufficiale della rassegna.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Input your search keywords and press Enter.