Zuecca Project + Spazio Ridotto: Intervista con Alessandro Possati

Zuecca Projects è uno spazio a Venezia, in due sedi, una all’Isola della Giudecca e una a due passi da Piazza San Marco in calle del Ridotto: come è nata l’idea di questo progetto e cosa significa oggi lavorare nel mondo dell’arte a Venezia?
[dropcap type=”1″]Z[/dropcap]uecca Projects è iniziato propriamente come Associazione Culturale nel 2010 con i primi realizzazioni presentati durante la Biennale 2011. La sua mission e’ sempre stata di sviluppare progetti attorno al dialogo aperto fra artisti, curatori, gallerie e fondazioni ed il mondo del privato, con lo scopo di incoraggiare il dialogo interdisciplinare che fossero rappresentazioni della contemporaneità nell ambito culturale internazionale. Venezia è oggi, grazie alle Biennali, una delle capitali mondiali della cultura, per la sua capacita’ di portata le personalità ed i progetti di maggior rilevanza ed importanza che tutti conosciamo.

Quello che rimane inesplorato è quanto di questo passaggio, di fatto rimane alla città e quanto è puramente “Effimero“. Come quindi attivare un coinvolgimento integrato e duraturo che posso beneficiare il contesto sociale e rianimare, risvegliando una coscienza di se e del proprio potenziale inespresso.

Quali attività avete già svolto in passato, e quali sono stati gli artisti che più hanno rappresentato la vostra linea di curatela?
Lo Spazio Ridotto ha una missione che come la Zuecca, incoraggia e sostiene il dialogo interdisciplinare, alternando i grandi maestri a talenti giovani ed emergenti. L’alternanza creare una vibrazione nel tempo in base alla successione delle persone e delle opere. Abbiamo iniziato con una giovane artista australiana basata a Londra Margot Bowman e la sua visione di un mondo futuro sommerso dalle acque, seguita dal maestro indiscusso del video Jonas Mekas e la sua “Birth of a Nation of Independent Film Makers” auspicando che il Ridotto possa essere in futuro un ambasciata o luogo sicuro di cultura per film makers. La Fondazione Ucraina Izoliatsya he stata ospite per la Biennale di Architettura producendo il frutto della residenza per lo sviluppo di aree urbane colpite da conflitto, tema ricorrente al giorno d’oggi, dalla loro casa nativa a Donetsk, sfollati ed occupati dall esercito russo a diversi altri paesi in giro per il mondo di cui troppo spesso al centro della cronaca di guerra.

La flessibilità conferita dal lavorare con il video nell ambito digitale permette di fare fuoco su soggetti molto attuali, cercando di catturare il battito e la temperatura del momento.
Il dialogo ed il contributo di curatori internazionali interessati a soggetti e mondi scollegati fra loro per tema e soggetto ma uniti dalla loro rilevanza nel contesto globale della nostra civilizzazione su questo pianeta.

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Lo spazio Ridotto si è contraddistinto per ospitare principalmente progetti di videoarte: da dove nasce questa scelta?
Lo Spazio Ridotto ha come sua “missione” l utilizzo della video e del video quale Medium principale di veicolare opere e contenuti. Il video nell era del Web e’ cio che contraddistingue la possibilità’ di unire immagini in movimento e suono, ovvero cio’ che sulla carta stampata non si può avere. La video arte e’ sempre stata considerata “minore” in termini di valore sia di forza di messaggio che di mercato nell ambito del contemporaneo, quindi creare un luogo a Venezia per la sua fruizione libera sembra naturale. La possibilità di connettere uno spazio fisico ad uno spazio virtuale attraverso il video, che vive egualmente bene in entrambi i contesti è altresì un potente veicolo che solo oggi è possibile, portando lo spazio ed i suoi contenuti alla portata di tutti. La facilità di riproduzione, che solitamente vista come punto debole, invece è ciò che ci da’ la possibilità di aumentare esponenzialmente le possibilità espositive, rendendolo un luogo aperto al dialogo ed allo scambio, rendendo i vincoli tradizionali di budget di produzione e complicazioni ivi derivate obsolete. Ed infine, il video oggi può essere realizzato con una troupe televisiva od un semplice telefono, quello che però ne definisce il valore e l’importanza è il messaggio, il concetto e le idee di cui si fa portavoce, pertanto forse oggi il mezzo più’ democratico di comunicazione di cui la società contemporanea dispone.

Attualmente è in corso “Shot of Architecture”, ovvero una mostra collettiva curata da Gregory Lang, in collaborazione con Zuecca project, proprio nell’anno della biennale architettura. Ci puoi spiegare di cosa si tratta e come sono stati scelti i vari artisti?
Gregory Lang è un curtore Francese basato a Bruxelles, l’anno scorso ha realizzato una mostra enciclopedica presso l Armory di Parigi ove ha raggruppato dalla A alla Z tutti gli artisti che hanno in qualche modo avuto un coinvolgimento con il mondo dell Architettura. Per shot of Architecture abbiamo eseguito una selezione dei lavori e degli artisti che neglio avevano interpretato il tema attraverso il video. Lo Spazio Ridotto è di nome e di fatto, una finestra su mondi paralleli, quindi la sintesi e’ sempre massima. Si cerca di suggerire possibili alternative e creare ponti e collegamenti attraverso lo schermo che diventa porta dimensionale.

Nassiri Tehran Geles
Nassiri Tehran Geles

I cinque lavori presenti spaziano da progetti architettonici che definiscono in maniera chiave il quadro economico finanziario di una ragione che impattano a loro volta le condizioni internazionali de lavoro della manodopera come la Borsa di Shenzen a lavori astratti che portano la tecnica del disegno su carta per creare un continuo attraverso l’animazione, il modo in cui percepiamo i viviamo il mondo che ci sta attorno alla vita di quattro ragazze all interno di un abitazione ove l’architettura è il motore determinante del loro modus vivendi. Si è cercato quindi di rendere in uno spazio tempo di creare una panoramica che incoraggi a vedere il mondo che ci sta attorno con una prospettiva nuova ed a porci le domande li dove l’assuefazione della società ha rimosso qualsiasi giudizio.

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[quote_box name=””]Shots of Architecture
Aperto fino al 23 ottobre 2016
Spazio Ridotto – Calle del Ridotto 1835, San Marco Venezia
info@spazioridotto.com[/quote_box]

Giacomo Cosua Direttore Responsabile

Giacomo Cosua è il direttore responsabile di Positive Magazine. Giornalista e Fotografo, ha pubblicato i suoi reportage e fotografie nelle principali testate internazionali, quale il Financial Times, Monocle, El Mundo, Le Monde Magazine, L'Espresso, Vice Magazine, D e XL della Repubblica e altre.

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