Gangcity a Venezia

L’ultimo mese dell’esposizione chiuderà in bellezza presentando 4 mostre fotografiche che affrontano il tema della rigenerazione e della resilienza urbana, tra cui la storia del piccolo comune calabrese di Riace e del suo sindaco Domenico Lucano con una mostra del fotografo Gianfranco Ferraro e il progetto di Marina Lorusso sulle carceri brasiliane.

Il signor Sindaco e la Città futura nasce per raccontare, con i tratti narrativi della favola, la recente storia di Riace, divenuta modello di convivenza e integrazione e oggetto dell’attenzione mediatica internazionale. E’ un progetto che racconta la rinascita e la rivitalizzazione di un comune che poco più di 15 anni fa sembrava destinato a diventare un borgo fantasma.

Il progetto di Gianfranco Ferraro, curato dal critico fotografico Sandro Iovine, si articola in due parti: un video-racconto fotografico, con voce narrante di Gabriele Picciotto e musiche originali del gruppo calabrese Parafonè, nel quale prende corpo la favola per tutte le età e le tipologie di pubblico.

“Ho voluto raccontare per immagini l’esperienza di Riace e di Domenico Lucano utilizzando uno stile narrativo differente da quelli circolati fino a questo momento – spiega Ferraro – perché di questi tempi è fondamentale che si raccontino modelli di accoglienza e inclusione funzionanti. Ho scelto di farne una favola per permettere la fruizione del lavoro anche ai più piccoli, ovvero coloro che saranno chiamati in un futuro prossimo a fronteggiare nuove sfide di integrazione, figlie di quanto sta accadendo oggi. A tal proposito, nel 2017 intendo portare la favola in video in tutte le scuole italiane che avranno interesse a condividere con i ragazzi il messaggio positivo rappresentato da Lucano e la sua Riace.”

Invece l’esperienza degli istituti di pena tra i più rivoluzionari al mondo prende corpo in una mostra della fotografa bresciana Marina Lorusso.

L’indagine fotografica, promossa dall’ong italiana AVSI (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale), racconta attraverso le immagini dei luoghi e degli individui che li animano come l’esperienza delle APAC, carceri brasiliane senza guardie e barriere, rappresenti oggi un’effettiva risposta alternativa all’inefficienza dei sistemi di detenzione tradizionali.

Il metodo APAC parte dal riconoscimento di aver commesso un errore e dalla decisione di cambiare per essere poi inseriti in un sistema basato sull’autodisciplina, sulla fiducia e sul rispetto. Nelle APAC, con l’aiuto di psicologi, operatori sociali e formatori i detenuti studiano e lavorano, aiutandosi a vicenda. Il metodo punta su: coinvolgimento della famiglia del detenuto, partecipazione della comunità esterna alla struttura, attenzione alla salute e possibilità di coltivare la dimensione religiosa. Lo scopo finale è di offrire al condannato le condizioni per pagare il suo debito con la giustizia e contestualmente  recuperare  se  stesso.

Eleonora Milner Editor

Laureata al DAMS di Bologna e in Fotografia dei Beni Culturali all'ISIA di Urbino, si interessa di fotografia e arti visive contemporanee da anni. Ha esposto in mostre collettive a Venezia, Padova, Savignano sul Rubicone (SI Fest #22), Pesaro, Treviso (Spazi Bomben, Fondazione Benetton), Bologna (Spazio Labo).

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