Renzi a Venezia. Il prezzo del Patto con Giggi il bullo.

Persino Donald Trump, dopo essere diventato presidente degli USA, si è dato una calmata. Lui invece no: più va avanti nella sua avventura da sindaco e più Luigi Brugnaro assume le sembianze di un hooligan. Mancano ancora 3 anni e mezzo prima della fine del suo mandato: con un po’ di impegno, pure Genny ‘a carogna può diventare un traguardo politico a portata di mano. O di pugno. Per il momento Giggi il bullo, anni 55 segno della Vergine (come i sondaggi, pure l’astrologia sa sbagliare), si esercita nella categoria ‘studenti medi’.

brugnaro, bullo

Articolo di Stefano Ciancio
Intervista di Giacomo Cosua

Una jungla, questa, pericolosissima. Popolata di ragazzi dai 14 ai vent’anni che, invece di scegliere una vita sana trascorrendo l’autunno sui monti con le chitarre e i pantaloni alla zuava, vanno in giro per le città a propagandare il NO al referendum costituzionale. In un’occasione persino con i fumogeni e con lo striscione “Renzi e Brugnaro: la generazione ribelle vi seppellirà”. Brrrr.

Studenti a Venezia durante una manifestazione.
Studenti a Venezia durante una manifestazione.

“Vincenzo De Luca è folkoristico, ma questi fanno sul serio. Adesso li sistemo io”: questo deve aver pensato Brugnaro, perché altrimenti non si spiega come possa essergli partito l’émbullo di fronte a tale Niccolò Onesto (anni 20. Leone, al di là del segno zodiacale). Quando infatti lo studente ha preso la parola per fare una domanda (l’occasione era quella di un incontro pubblico con il mondo della scuola dedicato alla Città Metropolitana) il Bullo ha riconosciuto nell’Onesto il volto del serial killer del suo futuro: ribelle, votante NO e pure seppellitore.

A Giggi, a quel punto, non è rimasto che disseppellire l’ascia che c’è in lui (come il video testimonia): “Ne parliamo fuori, vieni. Andiamo”. Si è alzato dal tavolone con il guizzo felino del boxeur che non vede l’ora di guadagnare il centro del ring. Ma quando pure l’Onesto ha deciso di levitare con calma olimpica dagli spalti dell’auditorium, accettando la sfida e portandosi appresso il suo popolo ribelle, Giggi è sparito di scena. Qualcuno giura che si sia involato a gambe levate verso il palazzetto dello sport per la partita della sua Reyer, dove poter concludere la sua giornata da hooligan, stalkerizzando possibilmente arbitri e giocatori.

Tutto questo accade a due giorni dalla stipula del Patto per Venezia con Matteo Renzi: un format, accompagnato dal jingle di monete sonanti, che gira in tutta Italia a beneficio di telecamere, taccuini e dell’Italia che ce la fa. Insomma, un ricco marchettone elettorale per il SI’ al referendum, visibile pure con l’occhio nero.

La cosa bella è che uno dei mantra di Renzi per convincere gli italiani a votargli la riforma costituzionale è proprio quello del cambiare per garantire un futuro migliore “ai nostri figli”. Pure a quelli bullizzati dal sindaco di Venezia che firmerà il marchettone?

Poi dici che i giovani, quelli che andranno a votare, sono tendenzialmente orientati sul NO? E c’è da crederci, anche se i sondaggi sbagliano. Come fanno gli occhi, mediamente aperti, di un ragazzo normale a vedere vita in politici che giustificano e riducono a cabaret le parole piene di spirito mafioso di De Luca o che chiudono ambo gli occhi di fronte all’arroganza bullista del primo cittadino fucsia?

In queste ore lo stato maggiore del PD veneziano, occupato nel riempire la sala dell’ex cinema mestrino dove Renzi terrà il suo comizio, non solo tace ma addirittura si spinge, in alcuni casi, ad elogiare Brugnaro per aver lavorato in coerenza con la piattaforma di interventi votata in Consiglio comunale sotto la spinta delle proposte del centrosinistra. Il tempo in cui sentiremo dire da qualche cittadino distratto che “Brugnaro è del PD” non è lontano.

C’è da chiedersi quale prezzo, in termini di civiltà, sia necessario pagare in nome della governabilità e del bene comune. C’è da chiedersi davvero se questo ‘nobile’ azzeramento delle differenze, che accoglie in modo ossequioso accozzaglie di bulli, lobbisti e arroganti, sia davvero il cartello ideale per il futuro dei ‘nostri figli’.

Ecco inoltre la nostra intervista con lo studente Niccolò Onesto.

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Dal profilo Facebook di Niccolò Onesto

Scusa Niccolò, ma ti ricordi l’ultima volta quando qualcuno ti ha minacciato dicendo “ne parliamo fuori?”
Certo. Penso sia stato in seconda o in terza media, parliamo di 8 o 9 anni fa.

Insomma, che sia un tuo coetaneo a dirtelo o una persona adulta che tra l’altro fa il Sindaco, c’è una bella differenza no? Cosa hai pensato quando Brugnaro ti ha sfidato a “duello?”
Cosa dovevo fare? Mi sono messo a ridere. Non ci potevo credere. Lo trovo un vero e proprio autogol, si vede che quando non sa cosa rispondere, la butta in vacca.

Ma tu alla fine sei uscito dall’edificio per vedere se ti aspettava fuori per davvero?
Mi sono messo a cercarlo ovunque, ho fatto anche il giro dell’edificio, ma il sindaco era sparito. Un vero peccato.

Secondo te perché Brugnaro era così arrabbiato?
Penso che se la sia presa con il nostro striscione usato qualche giorno fa durante una manifestazione che diceva “la nostra generazione ribelle vi seppellirà”. Nulla di offensivo veramente, ma si vede che lui è un permaolosone.

Sarà per quello allora che è arrivato a minacciarti?
Non lo so, quello che abbiamo visto tutti è che pensa ancora di essere in terza media, ha voluto fare “il grosso”, quello che ha detto però è davvero al limite della minaccia. Oggi ha detto di essere stato frainteso, ma non c’è nulla da fraintendere, il video lo possono vedere tutti.

Il confronto pubblico non fa per lui?
Si vede che è così. Sperava di mettere paura ad un ragazzino, invece gli ho risposto con una risata. Non è abituato alla contestazione e neppure al confronto. Voglio dire, non è che lui essendo il Sindaco può fare quello che vuole, deve rendere conto di quello che fa.

Ma te la sei presa?
Non direi, oggi abbiamo fatto una conferenza stampa, gli ho portato due guantoni da boxe, così magari al prossimo round sarà più motivato.

Cosa gli diresti quando lo rivedrai?
Beh, forse “ti aspetto fuori”… ma per parlare ovviamente. Spero che sappia affrontare in modo pacifico un ragazzino molto più giovane di lui, senza scaldarsi troppo.

Oltre a quello… avresti un paio di domande che non sei riuscito a fargli ieri?
Certo: gli vorrei chiedere se ha intenzione di fare per una volta gli interessi della città, oltre che ai propri, e se pensa di affrontare una volta per tutte i bisogni dei cittadini, magari in un dibattito serio, senza minacce, parlando dei tanti problemi di Venezia, a partire dai tagli al servizio sociale.

Brugnaro in conferenza stampa oggi ha detto che dovresti pensare a studiare.
Io ho 20 anni, sono all’Università e ho anche un lavoro. Io studio molto, mi sembra invece che sia lui che amministra male la città. Oltretutto, sentirsi dire “vai a studiare” da uno che non fa altro che parlare in dialetto, mi fa un po’ ridere.

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