Eventi

Il progetto “Dark Cities” di Daniele Cametti Aspri, a cura di VISIVA (Auronda Scalera e Massimo Ciampa) verrà presentato al MIA Milano Art Fair dal 10 al 13 aprile.

Dark Cities: Paris” è la prima tappa di un progetto che ha portato il fotografo ad esplorare le capitali europee sotto “nuova luce”. Il senso del progetto è, infatti, strettamente legato all’universo descrittivo della luce, o in questo caso della sua quasi assenza, in un delicato gioco fatto di ombre ed oscurità che porta a scoprire lentamente luoghi noti e meno noti in una visione lontana dal consueto.

L’allestimento di “Dark Cities” al MIA Fair si propone come una mostra “a lume di candela”. I curatori della mostra hanno optato per un’allestimento completamente nero dalle pareti ai soffitti, in cui ogni fotografia sarà illuminata grazie all’utilizzo di cornici dotate di led che valorizzeranno le zone più chiare della tela, consentendo allo spettatore di immergersi nelle vie di questa Parigi notturna.

INFO MOSTRA
Date Apertura: 10-13 Aprile 2015 ore 11:00 -21:00
Inaugurazione (su invito): 10 Aprile ore 15.00 – 22:00
Luogo:  MIA FAIR presso THE MALL – PORTA NUOVA, MILANO
Stand N.44  Corridoio A
Evento FB: https://www.facebook.com/mostradarkcities

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Fotografia di copertina di Franco Antolini

“The view from Lucania” è un’organizzazione indipendente, fondata da Stefano Tripodi nel 2010, il cui intento è “produrre” cultura nel Sud Italia. Una struttura che supporta lo sviluppo territoriale attraverso esibizioni, eventi, workshops e produzioni legati tutti al cinema ed alla fotografia, supervisionati da fotografi professionisti e direttori.

TVFL è un progetto che vuole incoraggiare ad azioni innovative di confronto e scambio internazionale, promuovendo processi di rete e connessione. Intendono contribuire alla costruzione di un nuovo immaginario che segni il nostro tempo. In quest’ottica TVFL è anche e soprattutto un progetto per il territorio.

Insomma, un’altra bella iniziativa da raccontare e che vale la pena di condividere.
Per l’autunno prossimo (settembre – ottobre 2014) TVFL sta organizzando alcuni workshop tenuti da fotografi e professionisti del cinema italiano che saranno proposti all’interno del progetto “Workshops for Inner Landacapes”, ideati, nello specifico, per la città di Milano.

E’ la prima volta che TVFL sceglie una location diversa, avendo sempre operato nella regione di nascita dell’associazione, ovvero la Basilicata. Il tentativo di creare, coinvolgere ed “esportare” conoscenze e capacità fuori da un contesto territoriale e culturale colmo di opportunità ma spesso sottovalutato.
Cosa ancora più interessante è che i workshop avranno luogo presso delle abitazioni private, sparse nel quartiere Isola, a due passi dalla stazione Garibaldi. Una scelta che privilegia la dimensione intima degli insegnamenti e lo stretto contatto con i docenti e la discussione.

Ecco di seguito un rapido riassunto della programmazione e dei temi trattati nei singoli incontri:

18-19-20 settembre 2014
Una storia intima | Salvatore Santoro

La fotografia come mezzo per raccontare una storia o un’esperienza.
Le sensazioni personali e l’istinto come centro fondamentale della narrazione.
Qualunque sia il soggetto delle foto si cercherà di trovare insieme gli elementi essenziali per avvicinarsi il più possibile alla fotografia intesa come “autoritratto”. Un approccio non indolore e senza rischi, ma molto stimolante. Il tentativo di andare oltre il documentario distaccato ed oggettivo per muoversi verso una narrazione che contenga il chiaro punto di vista dell’autore.

26-27-28 settembre 2014
Il montaggio come tecnica per produrre emozioni | Mauro Rossi

La formazione dei partecipanti nel campo della post – produzione cinematografica con cognizione tecnica e teorica delle diverse fasi del processo. Verrà messo in evidenza il valore di sinergia creativa che il montatore deve stabilire con il regista per la buona riuscita del progetto. Partendo dallo spazio del montaggio e dal ruolo fondamentale del montatore nella costruzione di un film, verrà esaminato il punto centrale di questo laboratorio: il montaggio come tecnica cinematografica per produrre emozioni. Comunemente, al montaggio, si attribuisce una funzione puramente ritmica nell’elaborazione di un film, ed è indubbio che questa sia una delle sue prerogative, ma non è l’unica. Il montaggio ha come compito principale quello di produrre uno scarto emotivo nello spettatore.

Ripercorrendo una breve panoramica storica del montaggio ne verranno esaminati tecniche e tecnologie. Seguendo il passaggio che dalla pellicola porterà definitivamente ai nuovi formati digitali – attraverso l’analisi di alcune sequenze di film scelti – e sottolineando la ormai connaturata capacità del cinema di assimilare altri media (in particolare il fumetto, la Graphic Novel), sarà possibile comprendere quanto sia importante per il montaggio stabilire un legame emozionale con il pubblico.
In quest’ottica, la Graphic Novel si inserisce come nuova fonte d’ispirazione. Se da un lato il gesto creativo nel romanzo grafico sembra avere maggiori possibilità, dall’altro il cinema e con esso il montaggio riescono a liberare sullo schermo quelle storie e quelle emozioni che nel fumetto rimangono incastonate in una vignetta. Verrà sottolineato quanto sia funzionale per il montaggio mettere a confronto dei film che hanno preso spunto da alcune Graphic Novel. Nell’ultima fase del workshop si tenterà di tradurre in un’esercitazione pratica le considerazioni fatte in precedenza. Ogni partecipante monterà una sequenza di un documentario o di un film di finzione partendo dai materiali originali. A questa prova seguirà la visione di ogni singola sequenza e una riflessione sulle scelte di montaggio adottate.

3-4-5 ottobre 2014
Identità e paesaggio | Pietro Motisi

La scelta del formato come linguaggio, ove un movimento di camera o il cambio di obbiettivo possa comportare anche una radicale svolta linguistica. – La distanza dalle cose (dal soggetto). Il tempo dalle cose (approccio tecnico). Il rapporto con la luce (scelta e percezione del momento, studio del paesaggio e della sua esposizione rispetto alla luce e deduzione della luce migliore a vantaggio del tema del progetto. Il paesaggio, gli elementi che identificano chi vi vive, il proprio rapporto con ciò che si sceglie di inquadrare.

17-18-19 ottobre 2014
Progettare una mostra fotografica: dall’editing allo spazio | 3/3

Il workshop ha come obiettivo la creazione di un progetto espositivo che funzioni come una serie di appunti per mostre possibili. Il confronto con lo spazio, il bianco della pagina nel caso del libro o delle pareti nel caso della mostra, è una delle fasi più importanti, della costruzione di un progetto fotografico, è qui che l’immagine nasce e prende una forma precisa in relazione a un determinato contesto, da cui derivano le importanti scelte di selezione, dimensione, montaggio, stampa e disposizione delle immagini. Durante i giorni del workshop, la casa che ci ospiterà si trasformerà in spazio da interrogare e con cui relazionarsi: un lavoro pratico in cui i progetti prenderanno forma attraverso fogli composti stampati con una stampante laser, per concentrare l’attenzione su contenuti e rapporti formali e cogliere l’occasione per confrontarsi sulle problematiche relative agli aspetti di progettazione, produzione, comunicazione e gestione di un budget.

I workshop sono dedicati a professionisti e appassionati, studenti e diplomati in discipline in cui fotografia e audiovisivo sono di specifico interesse ed impiego. Tutti coloro che vogliono esprimere una propria visione del mondo verranno guidati dai docenti in percorsi innovativi che stimolino la costruzione di un nuovo immaginario.

Le attività sono dislocate nei territori scelti, promuovendone la conoscenza nell’ottica di un’esperienza immersiva ed intensiva, in cui fotografia e territorio coesistono in un legame indissolubile.

CONTATTI

http://theviewfromlucania.com
info@theviewfromlucania.com
https://www.facebook.com/theviewfromlucania.laboratoridifotografia
Tel. +39 320 7507194

foto di copertina ©Ewen Spencer – 2001

Dal 19 giungo al 13 settembre 2014 l’ONO arte contemporanea di Bologna presenta JACK WHITE | WHITE STRIPES: American Roots un viaggio fotografico all’interno della vita e della carriera di uno dei musicisti e autori più eclettici e ricchi della storia della musica recente.

Cantante, polistrumentista, produttore discografico John Anthony Gillis, in arte Jack White, è diventato noto al grande pubblico con la band White Stripes fondata nel 1997 assieme alla moglie Meg White (di cui aveva assunto il cognome l’anno prima). Il gruppo si distingue da subito per il suo suono alternativo che mischia il garage rock alle radici blues americane partendo da influenze come Son House o Robert Johnson, per approdare alla violenza proto punk di band della nativa Detroit come gli MC5 e gli Stooges passando dai ritmi della tradizione Country come Hank Williams e Loretta Lynn.

jackwhite_onoarte_andywillsher©Andy Willsher – 2005

Il cantante di Detroit si è imposto anche nell’immaginario contemporaneo per non meno importanti elementi visivi: ogni apparizione pubblica, ogni copertina e ogni performance live prevedeva per il gruppo l’utilizzo dello schema colore bianco/nero/rosso, dagli abiti ed elementi scenici fino agli strumenti. White portò avanti questo gioco di colori anche nella sua carriera da solista e nelle collaborazioni con gli altri suoi due gruppi (i Raconteurs e i Dead Weather) sostituendo però al colore rosso il blu. É evidente quindi come Jack White susciti fascinazione su molti artisti e che si presti ad essere ampiamente immortalato, come documenta il gran numero di fotografi internazionali che hanno scelto lui non solo come soggetto “da copertina” ma anche per la sua personalità di fine scrittore e compositore dotato di una presenza scenica magnetica.

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La mostra si compone di 45 scatti di Cambridge Jones, Patrick Pantano, Ewen Spencer, Michael Yurick, Pieter Van Hattem, Kevin Westenberg e Andy Willsher. In Esclusiva mondiale anche le foto di Kevin Westenberg e l’ultimo servizio realizzato per Mojo in occasione dell’uscita del loro ultimo disco, prevista per il 9 giugno.

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La mostra è patrocinata dal Comune di Bologna e dal Consolato Generale Consolato Generale degli Stati Uniti d’America, Firenze e curata da ONO arte. In collaborazione con Third Man Records, l’etichetta discografica fondata da Jack White.

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